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Wearable Robotics and Social Innovation: opportunities and challenges

Venerdì 15 gennaio sarò in visita all’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, dove terrò anche un seminario sul tema della Robotica Indossabile, e sull’impatto sulla società della robotica. Quali sono le prospettive scientifiche e tecnologiche dei profondi mutamenti a cui andiamo incontro, legati alla combinazione della connessione veloce, il 5G, Internet Of Things, l’intelligenza artificiale e i Big Data e le potenzialità fisiche della robotica?

imageL’abstract del seminario è riportato nel seguito:

Research, science and social innovation are strictly interdependent, and in this framework, my vision for the future is that progress of humanity is the ultimate mission of science.
Today, it is universally accepted in science that challenges of the society will require a strong interdisciplinary effort for scientists: it is not possible to address global problems as clean energy production, urbanization, migration, antibiotics resistance or climate change without an holistic approach: social challenges requires comprehensive methods and knowledge, which must include human sciences, ethical issues and sustainability.
The integration of robotics with artificial intelligence, deep learning and high speed connection will revolutionize the society because devices will be connected to internet, and will become physically powerful, intelligent and adaptive. Large amount of data will be available with small latency and cloud robotics will share information, data, intelligence activities and brains. Robots were originally designed for manufacturing plants, and nowadays mass production is not possible without robots but now they are indispensable in special environments as space for exploration, oceans for underwater activities or hospitals in surgical rooms. In particular, as it was predicted in science fiction, now deep space exploration is based on robotics, and robots will be essential for space science progress.
The next step will be for Robots to enter in our everyday life: in the streets with self-driving cars, or ‘at our place’ in doing cleaning, entertainment or service activities. Therefore robotics is becoming ‘social’.
In order to achieve these goals, engineers must address several issues, related to human-robot interaction, to safety, to sentience and adaptability. The problem of safe, secure and effective interaction between human being and robot, cannot be faced without addressing legal and ethical issues.
The road map is already in place, with time and application those issues will be studied and investigated, and robots will share life and environments with humans, supporting their physical and cognitive activities.
Moreover, one of the most fascinating questions to answer in Robotics will be originated by the integration of robotics with bionics and prosthetics, when Robotics will enter into the human body with different levels of invasivity, to support human movements and physical interaction with the environment. Wearable robotics is expected to revolutionize the society in the next decade. What are the implications of this transformation of Robotics? Which areas of science will be involved in the evolution of robotics? What are the main milestones to be accomplished in the journey of robots from manufacturing plants, to Space, Health Care and ultimately into the Human Body

Mi piacerebbe far scaturire un dibattito su questi temi e far nascere una discussione in Italia.

 

 

Una strategia per l’innovazione in Italia: la rivoluzione degli enti di ricerca

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Sabato 24 maggio ho partecipato al Tech Forum Ambrosetti a Castel Brando sulle strategie di innovazione, in un panel dedicato alla ricerca e sviluppo e alle sue criticità, l’obiettivo era proprio proporre alcune linee concrete per far ripartire l’Italia in questo settore.

Alcune idee sono sintetizzate in questo breve Video dal forum Ambrosetti.

Il mio intervento può essere raccontato così per punti:

In questo momento l’Italia non sfrutta i suoi talenti, non permette di liberare e moltiplicare le energie, ma anzi le rallenta, le congela o le fa scappare.

Credo che occorra una grande riforma degli enti di ricerca, che devono uscire dai ministeri, e riunirsi in un’unica grande agenzia per la ricerca, non governata dai dipartimenti, ma da officer sul modello europeo, in grado di gestire programmazione, selezione e finanziamento della ricerca nei tempi congrui.

Occorre togliere alla burocrazia amministrativa il potere di gestione dei progetti, e i bandi giuridico formali devono essere trasformati in avvisi pubblici con una valutazione (peer review) secondo standard internazionali. Chi seleziona e sceglie deve a assumersi la responsabilità e rispondere secondo criteri di etica pubblica.

I giovani devono avere maggiore autonomia e indipendenza, possono convivere con i più anziani ma devono essere trattati da pari, dobbiamo uscire dalla logica della piramide, per entrare in quella delle interconnessioni fra pari.

Occorre applicare il principio della rotazione della dirigenza dei ministeri e ricomporre i quadri dirigenziali, troppe persone svolgono sempre lo stesso ruolo da anni, i governi cambiano e i gestori sono sempre gli stessi.

Penso che invece di elaborare bandi complessi e programmi finalizzati, all’impresa serva la libertà di scegliersi il centro di ricerca e l’università migliori, e baserei le incentivazioni sulle defiscalizzazioni (semplici) degli interventi in ricerca e sviluppo, e sul credito di imposta. Non occorrerebbe altro, se non incentivare fiscalmente chi investe in ricerca.

Il sud ha bisogno di una strategia ad hoc, non si può pensare ad un unico programma uguale per tutti i territori che sono molto diversi, per colmare i divari occorre tenere conto dei contesti, del capitale sociale locale, e delle situazioni e condizioni differenti.