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Dai risultati di ricerca alla valorizzazione industriale: la robotica indossabile

Il 14 marzo, lunedì, terrò a Roma presso la sede INAIL, una lezione nell’ambito della presentazione dei risultati del progetto di ricerca su “Sviluppo di un sistema protesico nelle amputazioni digitali della mano”, progetto del Centro Protesi INAIL in collaborazione presso l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. 

Il programma del seminario prevede una mia lezione sul tema:

ROBOTICA INDOSSABILE E INNOVAZIONE SOCIALE: PROSPETTIVE DELLA RICERCA E SFIDE INDUSTRIALI

E’ importante mostrare quanto il settore della robotica indossaabile sia ormai maturo per l’applicazione industriale. Il settore delle protesi di arto superiore e inferiore rappresenta uno dei più promettenti per lo sviluppo industriale, poiché l’Italia è uno dei paesi dove l’applicazione delle protesi è di altissimo livello, sia dal punto di vista delle competenze che degli investimenti in ricerca, penso che si possa pensare di impiantare nuove start-up e collaborazioni industriali che traslino nel mondo della produzione il know-how acquisito nei progetti di ricerca.

Per fare questo occorre un programma nazionale nel settore della riabilitazione che riunisca tutti gli attori principali in un cluster di ricerca e sviluppo industriale, in modo da aiutare e sostenere le iniziative imprenditoriali in questa area.

 

programma (1)

 

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Riflessioni sulle politiche dell’innovazione in Italia @ Technology FORUM Ambrosetti

In questo ecosistema di soggetti che a vario titolo in Italia si occupano di innovazione e ricerca, c’è la possibilità di riprendere in mano la bacchetta e far suonare una musica armonica e bella da ascoltare ai musicisti sparsi per l’Italia ?

Quali sono le priorità per l’Italia per riuscire a far ripartire il sistema della ricerca e dell’innovazione? 

Venerdì prossimo 22 maggio parteciperò al Technology Forum organizzato da Ambrosetti a Milano (per maggiori informazioni visitare il  sito: http://www.technologyforum.eu/en/evento/2015.htm)

La sessione che devo presiedere riguarda proprio la ricerca e l’innovazione e il loro stimolo per la crescita dell’economia. Se non ricostruiamo l’ecosistema dell’innovazione in Italia, sicuramente l’economia non ripartirà.

Gli speaker che sono stati invitati sono responsabili di politiche per l’innovazione e propongono varie forme di azioni di stato, di regia e di organizzazione per favorire la crescita dell’ecosistema e il suo sviluppo.

Mi domando, ancora una volta, come queste politiche possano essere attuate in Italia, se in Italia ci potrà essere una risposta all’anarchia auto-organizzata, alla burocrazia imperante, e alla mancanza di risorse stabili, per poter rilanciare di nuovo la speranza nella ricerca.

Il rapporto fra ricerca e politica e fra scienza, tecnologia e politica in Italia sembra un problema irrisolto.

Noi ricercatori abbiamo bisogno di speranza, e di forza. Io ne ho ricevuto molta quando sono stata a Belgrado con gli imprenditori italiani nel settore della meccatronica, che operano in Serbia e in altri paesi, lavorando alle macchine per automazione. Ho ricevuto da loro lo stimolo per continuare la  mia attività di innovazione, e la mia opera di sensibilizzazione della politica.

Vogliamo restare un paese manifatturiero, che esporta tecnologia? Dobbiamo cambiare la nostra cultura, la nostra educazione e formazione, la nostra scuola e il nostro sistema universitario. 

Accetto idee e proposte. Che cosa cambiereste?

C’è ancora un margine di manovra per implementare la politica dell’innovazione in Italia, fra enti di ricerca, sistemi di trasferimento tecnologico, parchi scientifici e associazioni di imprese, chi può prendere la bacchetta (magica) e guidare l’orchestra verso obiettivi comuni?