MIUR

È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri, diceva Antoine de Saint-Exupéry. Ecco un breve bilancio non esaustivo delle cose fatte, giusto per dare senso e dignità all’intenso lavoro svolto e trasparenti elementi di giudizio. Sono convinta che in 9 mesi abbiamo “partorito” buoni provveddimenti e provato a ridare speranze all’intero settore dell’educazione, lavorando serenamente insieme a tutti gli attori che gravitano intorno a questo difficile, ma essenziale “piccolo grande mondo”. Dopo anni di sacrifici e, per dirla con le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di “tagli alla cieca”, siamo tornati ad investire nell’istruzione, con un deciso cambio di rotta, sia in termini di risorse che di attenzione. Finalmente la scuola, l’università e la ricerca sono tornate al centro del dibattito e dell’agenda di governo. E non dovranno più uscire.

PER LA SCUOLA

– Con il Decreto L’Istruzione riparte abbiamo previsto un investimento di circa 450 milioni di euro a regime, con provvedimenti come le borse di studio per il trasporto studentesco (15 mln) , fondi per il wireless in aula (15 mln) e il comodato d’uso di libri e strumenti digitali per la didattica (8 mln), finanziamenti per potenziare l’orientamento in uscita dalla scuola secondaria (6,6 mln) e per la lotta alla dispersione (15 mln), innovazioni nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Ma anche un piano triennale di assunzioni dei docenti e degli Ata, risorse per la formazione dei docenti (10 mln) e la stabilizzazione di oltre 26mila insegnanti di sostegno, per andare incontro alle esigenze di migliaia di famiglie italiane e dei loro ragazzi. Per la prima volta da anni, inoltre, siamo tornati a finanziare gli istituti musicali.

– Già con il Decreto del Fare il governo ha previsto un investimento straordinario per l’edilizia scolastica. 450 milioni di euro, di cui 150 già distribuiti alle Regioni. Sul fronte dell’edilizia scolastica inoltre abbiamo previsto la possibilità per le Regioni di stipulare mutui trentennali agevolati con la Bei, la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, la Cdp o con istituti bancari. Ma per l’edilizia non bastano le risorse: quindi abbiamo lavorato sulla semplificazione normativa, dando a sindaci e presidenti di Provincia poteri derogatori per intervenire più rapidamente e sulla trasparenza, riattivando con un accordo con gli enti locali l’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Solo disponendo di dati e informazioni precise, si può intervenire in modo mirato.

Presto partirà la Costituente per la scuola, un percorso di ascolto e partecipazione di tutti gli attori e della società per rimettere l’istruzione al centro e tornare a programmare il futuro della scuola. Per una riforma che non parta dall’alto.

– Storia dell’arte. Al lavoro per ripotenziare l’insegnamento della storia dell’arte aprendolo anche alle nuove espressioni come la cinematografia, la fotografia o le arti digitali. Stiamo pensando a promuovere l’utilizzo di laboratori scolastici durante il pomeriggio e ad un collegamento con il semestre greco e quello italiano di Presidenza del Consiglio dell’Ue puntando sul rilancio della cultura classica.

PER L’UNIVERSITÀ

– dopo anni di flessione, il Fondo di finanziamento ordinario delle Università registrerà nel 2014 un segno positivo, con 190 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Aumenta anche la quota premiale destinata alle Università virtuose, pari al 16% del Fondo (più di un miliardo)

– Sblocco del turn over dal 20 al 50% per Università ed Enti di ricerca dal 2014. Così si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori in tenure track sul Ffo nel 2014.

– 150 milioni per aumentare il fondo per le borse di studio degli studenti universitari a partire dal 2014

– Borse di mobilità per gli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi. 5 mln per il 2013 e 2014, 7 mln per il 2015 da iscrivere sul Fondo di finanziamento ordinario delle università per chi si iscrive in Regioni diverse dalla propria.

– Piano da 10,6 milioni di euro per cofinanziare tirocini curriculari degli studenti universitari presso soggetti pubblici e privati. Si tratta di stage della durata minima di 3 mesi che prevedono un rimborso spese mensile di massimo 200 euro di contributi statali, ai quali andrà ad aggiungersi un uguale importo da parte del soggetto che offre il tirocinio.

PER LA RICERCA

– Abbiamo avviato il lavoro sulla definizione del programma nazionale per la ricerca. Almeno 900 M€/anno dal MIUR per finanziare ricerca di base e ricerca applicata, su temi simili a quelli della programmazione europea ma declinati in base al contesto italiano. Per la prima volta, il programma mette a sistema i finanziamenti per la ricerca gestiti da altri enti finanziatori italiani. Per la prima volta, lanceremo bandi sul Piano Operativo Nazionale (PON 2014-20) a partire dal primo anno, quindi nel 2014.

– Abbiamo puntato sull’empowerment dei giovani ricercatori. Il primo risultato concreto, è stato il lancio del bando Scientific Indipendence of young Researchers (SIR). 47 M€ per giovani ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca o la specializzazione medica da non oltre 6 anni. L’unico criterio di valutazione è la qualità scientifica del progetto e del ricercatore. Il bando sarà ripetuto ogni anno e riprende i modelli utilizzati dai bandi europei per migliorare la competitività internazionale dei giovani ricercatori.

– Sono state completate le procedure per assegnare i finanziamenti su bandi Smart Cities, Cluster Tecnologici, Futuro in Ricerca (FIR 2013), Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN 2013), mobilitando nel 2013 e nel 2014 risorse per oltre 600 M€.

– E’ in fase di ultimazione anche l’assegnazione degli ultimi 700 M€ sui fondi PON e PAC assegnati al MIUR dalla programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali europei per finanziare distretti SUD, start-up, contamination labs, infrastrutture e pre-commercial procurement nelle regioni Campania, PUglia, Calabria e Sicilia

– E’ stata ricostruita la rappresentanza italiana ai tavoli di programmazione europea di Horizon 2020, il programma quadro della ricerca EU che assegnerà circa 80 miliardi di Euro nei prossimi 7 anni. L’obiettivo è di fare in modo che il sistema della ricerca italiano sia sempre più in grado di cogliere al meglio le opportunità di finanziamenti EU anche grazie una presenza coordinata e forte dei rappresentanti italiani in Europa.

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