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Migrazione, clima, politica e difesa

 

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Raccolgo oggi le idee e le mie impressioni alla fine della conferenza in Lussemburgo, dove ho partecipato ad una conferenza con 28 delegazioni dei parlamentari dei diversi paesi, guidati dalla presidenza lussemburghese (Conferenza Inter-parlamentare europea sulla politica estera comune e sulla politica di sicurezza e difesa comune). Ho avuto  modo di vedere in diretta come sia difficile trovare un compromesso fra le posizioni di paesi con situazioni geografiche, politiche ed economiche così diverse. Sembra proprio una lezione di geopolitica in pratica, dove troviamo i paesi mediterranei molto fermi nel chiedere una revisione del processo di Dublino, quote di redistribuzione dei migranti fisse e definite, e una politica estera che accompagni la politica di accoglienza per affrontare il tema alla radice.

Sono intervenuta due volte nelle sessioni plenarie per enfatizzare la posizione della Commissione Esteri della Camera di cui faccio parte, ma soprattutto per sottolineare come il fenomeno della migrazione sia un tema che richiede un cambiamento culturale, in Italia e in Europa e credo che la risposta degli organismi europei debba essere anche accompagnata da un risposta culturale, che coinvolga il sistema di istruzione e il sistema culturale e della ricerca. Nel dibattito attuale sui fenomeni migratori vedo le università italiane ed europee come grandi assenti, e spero vivamente che il mondo intellettuale e della cultura riprendano il loro ruolo, esiste un Istituto Europeo a Fiesole a Firenze, credo che sia uno di quegli organismi da coinvolgere, e credo che le università debbano dare una risposta di elaborazione culturale, trovando un filo che riprenda le nostre radici e le sviluppi.

Ho anche chiesto quale sia la posizione della Commissione Europea riguardo al contributo dei paesi extraeuropei in materia di accoglienza. Alcuni paesi in America e in altri continenti si sono offerti di contribuire.

Sono intervenuta anche sul tema del cambiamento climatico, e il relativo impatto sui fenomeni migratori:  occorre un coinvolgimento del mondo della ricerca in maniera sistematica ed efficace, che possa offrire risposte più concrete. Per ora il cambiamento climatico viene trattato solo come un tema a cui si deve dare una risposta di emergenza, senza uno sguardo programmatico di lungo periodo.

I parlamentari tedeschi sono stati molto attivi per sostenere le posizioni più forti in tema di risposta di accoglienza e cambiamento culturale rispetto al fenomeno della migrazione. Io sono convinta che la risposta di Angela Merkel, del governo e del popolo tedesco abbia rappresentato un punto di svolta e di evoluzione molto importante. Penso che in questo si veda la differenza fra un leader politico e uno statista di livello internazionale, che anticipa i problemi internazionali e li sa affrontare indicando una strada innovativa, che si richiama ai nostri valori europei e alle nostre radici. Al contrario, nei paesi dell’est, ho visto una risposta che tende a frenare ogni presa di posizione forte sul tema dell’accoglienza, che va ad enfatizzare sempre il problema della Russia e della sua politica di aggressività. Questo si è visto bene nel documento conclusivo finale della conferenza, che è riportato al link qui sotto. Le conclusioni della conferenza si riassumono in indicazioni da parte dei parlamenti UE alla Vice Presidente Mogherini e alla Commissione, che indicano azioni in campo di politica estera comune europea, di lotta al cambiamento climatico e ai suoi effetti sulla migrazione e agricoltura, di politica comune di difesa.

Le conclusioni della Conferenza sono raccolte in questo documento:

Final Conclusions CFSP CSDP EN

Le conclusioni sono molto importanti, sono il risultato di una mediazione sui parlamentari di 28 paesi, e rappresentano il miglior compromesso, come sempre nelle negoziazione parlamentari sui vari temi. Tenendo conto delle profonde distanze fra le posizioni dei paesi baltici, dei paesi dell’est europeo e di quelli mediterranei, le conclusioni sono molto sfumate, e non contengono parole forti.

Sono parole molto più forti quelle del Presidente Junker, il cui discorso è riportato al link qui sotto:

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Al lavoro fra Pontedera, Pisa, Lussemburgo…

Diario di inizio settembre

Oggi tutto inizia con una poesia di Victor Hugo che si intitola ‘Claire de Lune’ e che io ho studiato al liceo.

(Per trovare il testo della poesia in francese)

Sono ritornata dalla pausa estiva già da un paio di settimane, e mi sono presa questo tempo per riflettere in vista della partenza del prossimo anno. Essendo ricercatrice e professoressa, per me l’anno comincia da settembre e non da gennaio, e in questo non credo che riuscirò mai a cambiare. Inoltre in settembre c’è il mio compleanno, che quest’anno è ‘pesante’ e quindi rappresenta un momento di bilancio e nello stesso di partenza.

Mi trovo di nuovo alla Scuola Sant’Anna, sono nel mio ufficio di Pisa, e ho passato i primi giorni della settimana nel mio ufficio di Pontedera, ho partecipato a riunioni, con la faculty, e con i colleghi, che sono tipiche dei nuovi inizi, come quelli di anno accademico.

SCULA SUPERIORE DI STUDI SANTA ANNA PISAPHOTO © 2011 - FABIO MUZZI

Riprendo in mano la mia attività di ricercatrice, ho discusso con una dottoranda sul suo progetto di ricerca, e mi sono interessata alle sue idee e al suo progetto. Si tratta di un dispositivo che può essere usato da persone cieche o sorde, oppure da sordo ciechi per vivere meglio e poter comunicare, scambiare informazioni.

Nel frattempo mi preparo alla mia missione in Lussemburgo, ho letto molto sulla questione dei migranti, e sulla tragedia di tutte le persone disperse in mare, o bloccate nelle stazioni, della loro povertà e disperazione. Sembra di veder rievocato uno spettro del passato, i treni, i tatuaggi, le persone costrette a scappare a bordo dei treni. Anche i morti in mare fra Grecia e Turchia, e le persone gettate dalle navi, mi ricorda quanto ho letto quando studiavo letteratura francese, al liceo, ed ascoltavo delle guerre fra Grecia e Turchia…

La conferenza a cui partecipo, è organizzata nell’ambito del semestre europeo del Lussemburgo, ed ha un nome che è tutto un programma:

INTER-PARLIAMENTARY CONFERENCE FOR THE CFSP AND THE CSDP

(Conferenza Inter-parlamentare europea sulla politica estera comune e sulla politica di sicurezza e difesa comune)

Già dal nome non si capisce di cosa si tratta (CFSP, e CSDP)… occorre tradurre.

Mi pare di partire per una conferenza molto importante, ma sulla quale potrò incidere, come singola deputata, molto poco. Tutte le delegazioni di tutti i parlamenti europei insieme, con i Commissari competenti su Politica Estera, e Difesa, Sicurezza. Ci sarà quindi Federica Mogherini. Si parlerà dal cambiamento climatico, ai ‘flussi di migranti’, un eufemismo per descrivere cosa sta accadendo in Europa.  Scriverò da Lussemburgo, perché in questa fase ritengo importante  tenere aggiornate su come si muovono le istituzioni nazionali ed europee le persone interessate,  in modo da far capire cosa avviene in Europa.

E così parte il mio anno, tra l’immagine di un bambino riverso sulla spiaggia, che fa discutere sulla mia pagina Facebook, il mio lavoro di docente che non cessa mai, e il mio impegno di deputato per cercare di smuovere l’Europa nella direzione giusta. Il tutto è accompagnato dalla poesia di Victor Hugo, che da appassionata della letteratura, mi risuona in francese con la voce della mia prof di liceo, ferma e triste.

Traduzione italiana della poesia di Victor Hugo:

Chiaro di Luna

La luna è serena e gioca sui flutti.

Alla finestra libera e aperta alla brezza,

la sultana osserva, il mare si frange laggiù

e con fili d’argento ricama gli scogli.

La chitarra vibrando le scivola di mano,

lei ascolta…l’eco sorda di un opaco rumore.

Un pesante vascello turco dalle spiagge di Cos

forse approda ai lidi greci, coi suoi tartari remi?

O sono i cormorani coi loro alterni tuffi

e le ali su cui l’acqua in perle scivola?

E’ la sottile voce di un genio che soffia di lassù

e dalla torre nel mare le pietre fa cadere?

Chi vicino al serraglio osa turbare l’acqua?

Non è il cormorano nero cullato dall’onda,

non sono pietre delle mura, né il suono cadenzato

del vascello che avanza sull’acqua con i remi.

Da sacchi pesanti giunge il singhiozzo.

Si muovono nel mare che li sospinge

come inquieti fianchi di forma umana.

La luna è serena e gioca sui flutti.

di

Victor Hugo

 

Giornata della Solidarietà: i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Oggi alla Scuola Sant’Anna, l’On Sandra Zampa ed io abbiamo organizzato una tappa del percorso delle scuole pisane in città, previsto nell’ambito della Giornata della Solidarietà.
L’argomento della giornata di oggi era:
Tutele e diritti del minore nell’ordinamento costituzionale, europeo e internazionale: un impegno di tutti e di ciascuno
Gli articoli discussi si riferiscono in parallelo alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con la legge n. 176/1991) e alla Costituzione italiana.

Abbiamo ricevuto classi terze e quarte delle scuole superiori pisane e abbiamo discusso con loro gli articoli 2 e 11 della Costituzione e l’articolo 3 della Convenzione con i nostri racconti diretti e la nostra esperienza di parlamentari della Commissione Esteri.

L’On Zampa ha parlato degli articoli della Costituzione e della loro storia, ed ha introdotto il tema dei Minori non Accompagnati e della loro sorte in Italia. Ha illustrato il significato e l’impatto della ratifica in una legge italiana della Convezione sui diritti dell’infanzia che impegnano lo Stato italiano ad accogliere i minori non accompagnati al loro arrivo in Italia.

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In particolare io ho raccontato la mia esperienza nella missione in Kurdistan iracheno con la Commissione Esteri, le mie impressioni dirette e le mie emozioni durante la visita ai campi delle Nazioni Unite dove si trovano i profughi.

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Gli articoli della Costituzione che abbiamo discusso:

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

L’ Art 3 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con la legge n. 176/1991):

1. In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità ammini- strative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.

2. Gli Stati parti si impegnano ad assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere, in considerazione dei diritti e dei doveri dei suoi genitori, dei suoi tutori o di altre persone che hanno la sua responsabilità legale, e a tal fine essi adottano tutti i provvedimenti legislativi e amministrati- vi appropriati.

3. Gli Stati parti vigilano affinché il funzionamento delle istituzioni, servizi e istituti che hanno la responsabilità dei fanciulli e che provvedono alla loro pro- tezione sia conforme alle norme stabilite dalle autorità competenti in particola- re nell’ambito della sicurezza e della salute e per quanto riguarda il numero e la competenza del loro personale nonché l’esistenza di un adeguato controllo.

La convenzione si può scaricare a questo link

Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza