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Dai risultati di ricerca alla valorizzazione industriale: la robotica indossabile

Il 14 marzo, lunedì, terrò a Roma presso la sede INAIL, una lezione nell’ambito della presentazione dei risultati del progetto di ricerca su “Sviluppo di un sistema protesico nelle amputazioni digitali della mano”, progetto del Centro Protesi INAIL in collaborazione presso l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. 

Il programma del seminario prevede una mia lezione sul tema:

ROBOTICA INDOSSABILE E INNOVAZIONE SOCIALE: PROSPETTIVE DELLA RICERCA E SFIDE INDUSTRIALI

E’ importante mostrare quanto il settore della robotica indossaabile sia ormai maturo per l’applicazione industriale. Il settore delle protesi di arto superiore e inferiore rappresenta uno dei più promettenti per lo sviluppo industriale, poiché l’Italia è uno dei paesi dove l’applicazione delle protesi è di altissimo livello, sia dal punto di vista delle competenze che degli investimenti in ricerca, penso che si possa pensare di impiantare nuove start-up e collaborazioni industriali che traslino nel mondo della produzione il know-how acquisito nei progetti di ricerca.

Per fare questo occorre un programma nazionale nel settore della riabilitazione che riunisca tutti gli attori principali in un cluster di ricerca e sviluppo industriale, in modo da aiutare e sostenere le iniziative imprenditoriali in questa area.

 

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L’importanza della formazione scientifica per la costruzione della cittadinanza

Oggi alle 16.00 presso il CNR terrò una breve lezione in memoria del prof. Enrico Pappalettere, sulla formazione scientifica per la costruzione della cittadinanza. Il prof. Pappalettere era un insegnante di scienze al liceo scientifico Dini, ed è per questo che ho voluto insistere sull’importanza degli insegnamenti di scienze, di geografia e di matematica e fisica per i nostri giovani studenti.

Il Programma della giornata è disponibile on-line.

Il testo di riferimento per la mia lezione di oggi è il mio articolo sul lavoro del futuro, e su come il cambiamento della società, della produzione e di settori come quello del terziario avanzato e dei servizi, incideranno sulla domanda di formazione adeguata.

Il mio articolo sul mestiere del futuro e sul lavoro che cambia il futuro, come in futuro cambierà il lavoro, è disponibile a questo link:

Lavoro e futuro, il lavoro del futuro (Carrozza)

Il rapporto che ho citato nel mio articolo, e riguarda una indagine di una commissione tecnico scientifica, incarica dal parlamento inglese per capire come cambierà il lavoro nel futuro, è disponibile a questo link:

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Mi piacerebbe stimolare un ampio dibattito su questo tema. Soprattutto in vista della riforma del lavoro e della riforma della scuola, quello che conta è preparare bene i nostri figli.

 

 

 

Una strategia per l’innovazione in Italia: la rivoluzione degli enti di ricerca

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Sabato 24 maggio ho partecipato al Tech Forum Ambrosetti a Castel Brando sulle strategie di innovazione, in un panel dedicato alla ricerca e sviluppo e alle sue criticità, l’obiettivo era proprio proporre alcune linee concrete per far ripartire l’Italia in questo settore.

Alcune idee sono sintetizzate in questo breve Video dal forum Ambrosetti.

Il mio intervento può essere raccontato così per punti:

In questo momento l’Italia non sfrutta i suoi talenti, non permette di liberare e moltiplicare le energie, ma anzi le rallenta, le congela o le fa scappare.

Credo che occorra una grande riforma degli enti di ricerca, che devono uscire dai ministeri, e riunirsi in un’unica grande agenzia per la ricerca, non governata dai dipartimenti, ma da officer sul modello europeo, in grado di gestire programmazione, selezione e finanziamento della ricerca nei tempi congrui.

Occorre togliere alla burocrazia amministrativa il potere di gestione dei progetti, e i bandi giuridico formali devono essere trasformati in avvisi pubblici con una valutazione (peer review) secondo standard internazionali. Chi seleziona e sceglie deve a assumersi la responsabilità e rispondere secondo criteri di etica pubblica.

I giovani devono avere maggiore autonomia e indipendenza, possono convivere con i più anziani ma devono essere trattati da pari, dobbiamo uscire dalla logica della piramide, per entrare in quella delle interconnessioni fra pari.

Occorre applicare il principio della rotazione della dirigenza dei ministeri e ricomporre i quadri dirigenziali, troppe persone svolgono sempre lo stesso ruolo da anni, i governi cambiano e i gestori sono sempre gli stessi.

Penso che invece di elaborare bandi complessi e programmi finalizzati, all’impresa serva la libertà di scegliersi il centro di ricerca e l’università migliori, e baserei le incentivazioni sulle defiscalizzazioni (semplici) degli interventi in ricerca e sviluppo, e sul credito di imposta. Non occorrerebbe altro, se non incentivare fiscalmente chi investe in ricerca.

Il sud ha bisogno di una strategia ad hoc, non si può pensare ad un unico programma uguale per tutti i territori che sono molto diversi, per colmare i divari occorre tenere conto dei contesti, del capitale sociale locale, e delle situazioni e condizioni differenti.

 

 

La robotica migliorerà la vita ma cambierà il lavoro ?

Nel fine settimana parteciperò a un seminario a porte chiuse dove si discuterà anche sull’impatto della tecnologia sulla società, a partire dalle implicazioni etiche fino alle conseguenze positive o negative sul futuro dell’essere umano.

Uno dei temi scottanti in questo momento è il tema della incidenza della tecnologia, e in particolare della robotica, la mia materia di studio e di ricerca, sulla creazione e tipologia dei posti di lavoro.

Il dibattito è stato recentemente rianimato da alcune discussioni in corso che sono sintetizzate in questo articolo:

study on robots and jobs

e la domanda che appare nel titolo: la robotica eliminerà l’80% dei posti di lavoro?

Forse li eliminerà, forse li renderà diversi e richiederà molta più preparazione, formazione e #scuola. Non possiamo prescindere la tipo di società e di industria che vogliamo nel disegnare la nuova #scuola per la nuova Italia.

Sto studiando questo tema perché credo che l’essenza di una proposta politica per il prossimo futuro non possa che basarsi su una nuova politica economica, e una nuova economia del lavoro che parta dal contesto sociale ma tenendo conto che occorre superare le banalità e cominciare a parlare di scelte coraggiose.

Due progetti per Calci

Visita alla Certosa di Calci per accogliere la sottosegretaria Borletti Buitoni, con il Sindaco di Calci, il Prefetto e il Rettore dell’Università di Pisa.

Dovremmo preparare due progetti per la Certosa di Calci, uno a breve termine per reperire risorse per la manutenzione straordinaria e uno più a lungo termine per coniugare le grandi bellezze della Certosa, artistiche, culturali e scientifiche, per un piano di sviluppo innovativo, che coniughi turismo e cultura. Penso che si possa riscoprire il significato delle nostre risorse distribuite sul territorio per sviluppare un turismo di qualità che sia in linea con la vocazione del nostro patrimonio. 

Si può pensare ad una nuova forma di start-up, le start-up sociali per progetti che abbiano una finalità di innovazione sociale nel campo dei servizi per un turismo di qualità e di riqualificazione e sviluppo territoriale. Dovremmo superare il concetto di sostenibilità e andare oltre, pensando all’innovazione sociale.
Il museo, gestito dall’università di Pisa, è pronto per il rilancio, è stato fatto dagli scienziati ed è bello vedere che quello che un tempo era ricerca avanzata è oggi museo. Può essere uno strumento di divertimento ma anche un mezzo per attrarre giovani allo studio delle scienze e alla comprensione della natura. Mi piacerebbe che questo venisse unito alla fruizione e alla comprensione del patrimonio artistico e della storia della Certosa per attrarre persone interessate a scoprirne il messaggio, la contemplazione, il pellegrinaggio, la cultura.
Grazie alla Sottosegretario Borletti Buitoni per l’attenzione alla nostra Certosa.

Un vista della certosa di Calci in provincia di Pisa

Un vista della certosa di Calci in provincia di Pisa