Il futuro del sistema della ricerca italiano

A Pavia, in occasione della conferenza del Gruppo Nazionale di Bioingegneria, ho tenuto una conferenza sul sistema della ricerca italiano.

Il Gruppo Nazionale di Bioingegneria è il gruppo che raccoglie i ricercatori del sistema della ricerca italiano che afferiscono alla bioingegneria come settore di didattica e di ricerca. Di fatto rappresenta per me la comunità scientifica di appartenenza, dove ho svolto tutta la mia carriera scientifica e al quale devo molto in termini di crescita professionale, di apertura internazionale di sviluppo del metodo scientifico. Sono molto affezionata e ‘l’ho visto nascere’ ed evolversi, ho fatto parte della Giunta del GNB e sono stata membro eletto rappresentante dei professori associati.

Annualmente il GNB si trova per una conferenza nazionale in cui partecipano tutti i ricercatori che operano nelle varie sedi, degli enti pubblici e privati e del mondo dell’impresa. Viene dato largo spazio ai giovani, ed è un’ottima palestra di addestramento per imparare il mestiere di ricercatore.

Quest’anno la conferenza era organizzata a Pavia, presso l’università.

Io ho tenuto una conferenza sul tema della ricerca, che includeva uno stato dell’arte della ricerca in Italia oggi e una valutazione prospettica di come dovrebbe cambiare questo mondo, con una proposta di costituzione di un’agenzia nazionale della ricerca.

Sarebbe davvero una grande opportunità per il governo Renzi riformare il mondo degli enti di ricerca, differenziarli dal resto della pubblica amministrazione, e costituire un comparto autonomo, che permetta di riunire tutti gli enti di ricerca, attualmente inseriti all’interno dei vari Ministeri ‘vigilanti’ e chiarire il concetto che la ricerca è indipendente e risponde a un programma nazionale della ricerca definito da governo e parlamento.

La mia presentazione si può scaricare qui : Pavia – GNB2014_Carrozza

Le fonti più importanti sono citate nelle slides, e alcuni dati e considerazioni sono il risultato delle elaborazioni di alcuni ricercatori della Scuola Sant’Anna: Calogero Oddo, Fabrizio Vecchi, Marco Bani, Alberto di Minin e Nicola Vitiello.

E’ a loro, i giovani ricercatori di poco più di trent’anni che mi hanno aiutato e a tutti i giovani ricercatori che riempivano l’aula dell’università di Pavia, che voglio dedicare tutti i miei sforzi politici e accademici per un rilancio della ricerca in Italia. Non avrò pace fino a che non vedrò dare la giusta attenzione a questo settore.

 

 

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