Google e i programmi per far programmare le ragazze

Nella mia conferenza a Pavia, piuttosto ignorata anche su Facebook e su questo blog, ho parlato di molte questioni inerenti il futuro della ricerca italiana. Però ho anche accennato all’importanza di attrarre giovani donne e giovani uomini allo studio delle materie scientifiche, e alle politiche adottate negli USA per attrarre donne verso gli STEM, scienza, tecnologia, matematica, ingegneria…. Forse la disoccupazione sarebbe più bassa, e il nostro tasso di innovazione sarebbe più alto se investissimo di più nelle politiche di istruzione in questi settori.

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Mi piace molto la policy di google che segnala e attrae le donne verso la programmazione delle applicazioni, vorrei anche io che i nostri studenti diventassero elaboratori di innovazione piuttosto che consumatori, e che comprendessero meglio una nuova grammatica quella della programmazione e della progettazione.

Un campagna utile e importante che vorrei vedere attivata anche dalle imprese e multinazionali che operano in Italia. Per le giovani donne e giovani uomini italiani.

Un esempio interessante è offerto dall’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna che ha attivato molte collaborazioni con le scuole del territorio e di altri territori. I nostri ricercatori e gli insegnanti e dirigenti che collaborano sono convinti dell’importanza dello studio della robotica come applicazione di creatività, spirito di competizione, e metodo scientifico… sono qualità che si evocano e si sviluppano creando robot per gare e competizioni, e aiutano a collegare intelligenza artificiale, strategia del gioco, e abilità motorie, facendo riflettere gli studenti e attraendoli verso studi tecnici e scientifici.

A tale proposito cito anche il sito code.org che propone lo studio dell’informatica nelle scuole e giustamente investe molto nella opportunità e possibilità che ogni studente impari a programmare indipendentemente da quello che farà dopo.

 

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